Mani di Terapista vanno a cena e…
6 October 2008
Ciao!
Sai l’altra sera sono stato invitato a cena e io invece di portare un mazzo di fiori, una torta, o una bottiglia di vino, io semplicemente ho portato le mie mani di Terapista.
“Ma come?” ti chiederai.
Si sono andato a cena senza portarmi niente, perchè sapevo che avrei fatto del bene a un mio carissimo amico che da tanto tempo soffre di dolore muscolare.
Sai da piccolo Sergio è stato colpito da una poliomielite che gli ha rovinato il polpaccio destro per sempre.
Questo mio amico adesso ha quasi 70 anni, ha una salute incredibile, una lucidità invidiabile e uno spirito da ammirare nonostante i notevoli dolori muscolari che lo colpiscono da sempre.
Sergio insomma è una persona da ammirare, carattere forte e gran lavoratore da sempre, nonostante il problema al polpaccio che lo ha seguito per tutta la sua vita.
Bene al tavolo per la cena, a un certo punto Sergio si alza per prendermi una macedonia e vedo che si alza dalla seggiola con grosse difficolta e dolore: fianchi, anche, ginocchia, caviglie.
Subito capisco la situazione e sentirlo andare in cucina, con quella andatura zoppicante e dolente, mi ha immediatamente illuminato la strategia che da li a poco avrei messo in atto per farlo stare meglio.
Durante la fantastica macedonia, approfitto per porre a Sergio alcune domande, aiutato nelle risposte dalla sua adorabile moglie e a un certo punto gli dico:
“Vieni Sergio, sdraiati quà a terra”
Prendo le sue gambe e comincio ad osservalo più nel dettaglio con qualche test, soprattuto sulle caviglie.
Bene, la caviglia della gamba destra è quasi bloccata, mentre la caviglia della gamba sinistra è rigida e fuori del corretto asse che di solito si dovrebbe avere nella posizione di riposo da distesi.
Faccio respirare Sergio, in maniera libera e rilassata. Si lo so sembra facile a dirsi, ma molto difficile a farsi, soprattutto per un uomo forte, lavoratore e che ha sempre avuto un carattere “spigoloso” come Sergio, abituato a non lasciare mai.
Quando noto che Sergio respira quasi come voglio, inizio a modellare un pò con le mie mani le sue caviglie e pian piano le tensioni muscolari si allentano, sotto i miei movimenti di terapista.
Inoltre noto che le ginocchia cominciano a cambiare la loro posizione; infatti mentre da sdraiato Sergio aveva le ginocchia molto asimmetriche (di cui il destro più proiettato verso l’esterno e leggermente piegato), dopo circa 20 minuti di trattamento cominciavano ad essere quasi allineate.
Per ultimo prendo il suo piede sinistro e comincio per alcuni minuti a muovere le dita che sono molto rigide e contratte. Sergio immediatamente mi confessa i grossi dolori che avverte in questa mia manovra, ma io gli ricordo di respirare profondamente e di portare qualche minuto di pazienza.
Infatti, dopo pochi minuti le dita sono più morbide e allineate.
Passati circa 30 minuti dall’inizio, appoggio le sue gambe al pavimento e chiedo a Sergio come si sente. Lui mi risponde:
“Ma cosa mi hai fatto Alberto? Sento le gambe strane! Leggere, lunghe, rilassate, diverse!”
Io gli rispondo che ho fatto un pò di “pulizia” nel suo corpo, tutto quà.
Sergio si alza e magicamente non zoppica più. Comincia a camminare vorticosamente girando per il perimetro della sala e stupito, quasi incredulo, mi dice:
“Domani sera torni a cena Alberto, vero?”
Sembrava incredulo, lo vedevo ritornato quasi bambino, e vedevo i suoi occhi brillare dalla felicità!
Sai quando una persona che soffre da tanto tempo, io riesco a fargli laciare i suoi dolori, questa è la cosa più bella che gli possa succedere nella vita. Te lo giuro per la mia esperienza a contatto diretto con tantissime persone che soffrono di dolori anche lancinanti.
Ecco questa è la storia che mi è accaduta. Una delle tante che continuamente mi succedono quando sono invitato a cena, o in altre banali occasioni.
Ti chiederai adesso:
“Ma allora Alberto tu lavori sempre 24 ore su 24?”
Bene io ti rspondo che hai ragione, ma il mio non è un lavoro, è una fantastica passione e potrei farlo ininterrottamente.
Quando ho la possibilità di autare le persone che stanno male e che hanno bisogno, bè quella è la cosa più bella che possa fare nella mia vita: rendere più piacevole l’esistenza delle persone sofferenti!
A presto e se ti va, sei libero di lasciare il tuo commento alla fine di questo Post!
Dr. Alberto Facchielli










































6 October 2008 alle 23:26
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